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David a Firenze

DAVIDE NELLA BIBBIA

Davide è la figura più complessa e contraddittoria della Bibbia: è il re di Israele, un saggio legislatore, un generale e un profeta. Ma tra i tanti aspetti possibili della sua personalità, solo uno sembra aver interessato gli artisti fiorentini del Rinascimento. Davide era l’eroe adolescente che affrontò il gigante Golia in battaglia e lo sconfisse con una pietra e una fionda. Nella Bibbia la battaglia decisiva tra l ‘esercito di Israele e le forze dei Filistei è descritta nel primo libro di Samuele. Il terrificante gigante Golia sfida gli ebrei a combattere e dice ai suoi nemici di scegliere un uomo così coraggioso da combattere contro di lui. Se prevarrà “saremo i tuoi servi”, dice. Un giovane pastore senza esperienza fu scelto per affrontare l’esercito filisteo. Un fatto che cattura l’attenzione è il grande contrasto tra i due combattenti. Golia è un soldato professionista, armato e terrificante, sembra invincibile mentre Davide è un adolescente, delicato e disarmato. Riuscì a uccidere il gigante solo con una pietra e una fionda grazie alla presenza e all’aiuto di Dio. Davide è uno strumento nelle sue mani, è invincibile e difende e protegge il suo popolo dalla tirannia.

DAVIDE NELLA FIRENZE RINASCIMENTALE

La storia biblica raccontata da Samuele divenne molto popolare a Firenze durante il Rinascimento e la figura di Davide fu trasformata in un’allegoria politica della libertà repubblicana per i fiorentini. La città era molto ricca, gente laboriosa, abili artigiani, famiglie di banchieri, dotti mecenati avevano contribuito a trasformare Firenze non solo in una delle repubbliche più potenti della penisola, ma anche nella capitale dell’arte e della cultura. Non c’è da stupirsi che fosse circondata da potenti nemici e che le istituzioni cittadine fossero continuamente minacciate.

La libertà della Repubblica di Firenze era fragile, ma i suoi cittadini intendevano difendere il proprio patrimonio con forza e intelligenza, e non poteva esserci simbolo migliore della loro determinazione che Davide che vince Golia. Molti artisti fiorentini si sono cimentati nella rappresentazione del David vittorioso, ma tre di loro sono quelli che Michelangelo conosceva bene e a cui si è ispirato quando ha intrapreso la realizzazione del suo celebre capolavoro.

È possibile vederli al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. La prima e più antica è la scultura in marmo di Donatello, documentata dal 1416. Il giovane eroe è rappresentato dopo la vittoria con la testa decapitata del Gigante ai suoi piedi. Più famoso è l’altro David di Donatello, fuso in bronzo e risalente al 1435, fu commissionato dalla famiglia Medici per essere collocato al centro del cortile del loro Palazzo. È considerata la prima scultura di nudo maschile indipendente realizzata dall’antichità. Davide è un ragazzo, in una mano tiene la roccia e nell’altra la spada simbolo del suo trionfo e sotto il suo cibo sinistro c’è la testa di Golia.

L’ultimo David dei tre presenti nel Museo Nazionale del Bargello è quello di Andrea del Verrocchio, un capolavoro di qualità unica. Un recente restauro ha fatto emergere tracce d’oro nei capelli e nella veste del giovane eroe. Come Donatello, anche Verrocchio rappresentò il suo Davide dopo la vittoria con la testa del gigante Golia a terra. La statua fu fusa nel 1470, quando Leonardo da Vinci era apprendista nella bottega di Andrea, e sembra che il maestro abbia modellato la statua sul modello del suo allievo Leonardo.

IL DAVIDE DI MICHELANGELO

La statua del David di Michelangelo fu commissionata dal Consiglio di Sagrestia del Duomo di Firenze all’inizio del XVI secolo, quando la libertà dei fiorentini sembrava essere in serio pericolo. I Medici, temporaneamente esiliati dalla città, stavano tramando per riconquistare il potere e il “gigante” di Michelangelo fu eretto davanti a Palazzo Vecchio, il luogo più rappresentativo dell’autorità politica come simbolo della libertà repubblicana.

Michelangelo ha rappresentato l’eroe biblico in modo diverso dal solito, non come un adolescente delicato ma come un giovane uomo, che nel momento di concentrazione prima dell’azione, tiene effettivamente la pietra nella mano destra e la fionda sulla spalla guardando verso il Gigante con calma e sicurezza di sé.

I milioni di visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, ammirando la perfezione delle forme, la bellezza classica e l’eccellente descrizione dell’anatomia, possono rendersi conto del messaggio universale di dignità, giustizia e libertà che il David di Michelangelo incarna.

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